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L’epopea della Torres “De Martino”

“Ogni giorno andavamo a mangiare in un’osteria davanti alle mura delle carceri e c’era un manifesto con una taglia per il ricercato Mesina, era appena evaso”.

Un flash di oltre 50 anni fa per Marco Morelli che aveva solo 16 anni quando arrivò a Sassari nel 1966. Lui, promettente ala destra pescata da mister Incerpi dalla squadra della provincia di Pistoia del Lampo 1919, dopo un provino a Montecatini fu catapultato nella formazione B della Torres che, in quegli anni, era chiamata la “De Martino”.

Siamo alla fine degli anni ‘60 e i giovani talenti arrivavano da tutta Italia e da tutta l’isola  a infoltire il settore giovanile rossoblù per partecipare al campionato intitolato alla memoria del giornalista Emilio De Martino.  Il torneo, istituito per la prima volta nella stagione 1954-55 dalla Lega Nazionale Professionisti, in origine riservato alle squadre Juniores di Serie A,  successivamente venne aperto alle squadre di Serie B e, per soli tre anni, dal ‘64 al ‘67, a quelle di C. Un torneo nazionale a tutti gli effetti.

A ricordare quei tempi sono bastati alcuni ritagli di giornale e qualche foto inedita dall’archivio personale di Morelli che alla Torres giocò  nelle stagioni 66/67 e 67/68.

“Eravamo tanti dalla Toscana – ci dice –  io prendevo 60 mila lire ma dovevo pagarmi l’affitto della camera che dividevo con Giovannini, anche lui delle mie parti; c’erano anche friulani, Verpassi, Passalacqua, e molti sardi. Ricordo Cadeddu, il portiere Matta, Cherchi. In quella squadra c’era anche un altro sedicenne come me, Antonello Cuccureddu che arrivava da Alghero. Un gruppo che diede filo da torcere a parecchie squadre. Vincemmo il torneo di Porto Torres, di cui conservo delle belle foto,  battendo formazioni forti come Mantova e Cagliari”.

I ragazzi della Torres De Martino, “La nidiata” come raccontavano i quotidiani, venivano presentati ogni anno nella sede di Piazza d’Italia e poi si partiva per ritiri veri e propri, a Montecatini, per la preparazione: “Ci allenavamo due volte al giorno – ricorda Morelli – e stavamo sempre tra di noi e con il mister. Frequentavamo poco la città, ricordo che sotto la sede c’erano un negozio di dischi e un bar e il nostro tempo libero lo passavamo così”.

L’anno successivo arrivò ad allenare Vanni Sanna.

“A tavola non si invecchia” si legge sul ritaglio di giornale che vede immortalato il mister con il suo gruppo della stagione 67/68.

Di questa annata abbiamo i risultati. La Torres si qualificò alla Fase finale  e scese in campo il 1° maggio 1968 battendo in casa la Civitavecchiese per 3-1. Nel quarti di finali, il  23 maggio, i rossoblù batterono all’Acquedotto il Pescara 2-0. Il cammino si fermò in semifinale con la sconfitta per 3-1, a Viareggio, contro l’Internapoli che sarà poi vincitore del torneo: “Io segnai l’unico gol in quella sconfitta – ricorda Morelli – ma dall’altra parte avevamo avversari davvero tosti e un certo Chinaglia ci fece tre gol”.

Oltre agli impegni con la squadra B questo fu un anno importante perché vide Morelli affacciarsi per la prima volta in prima squadra e partecipare al Torneo Internazionale di Cagliari dell’Epifania insieme con Giovannini, Piccoti e Mauro: “Feci il mio esordio il 17 settembre del 1967, prima di campionato, Cesena – Torres. Vincemmo per 1-0 con gol di Bertolazzi e per me fu una bellissima soddisfazione”.

 

Quel lontano successo alla prima di campionato, riportato dal quotidiano dell’epoca conservato con cura da Morelli, cela un altro retroscena, raccontatoci dal dirigente dell’epoca Paolo Paulotto:  “All’ingresso in campo vedemmo un giocatore titolare che piangeva. Poi scoprimmo che era disperato perché aveva le ginocchia rotte, compromesse da infortuni e si lamentava dal dolore. Chiedemmo subito all’arbitro di sostituirlo. Cuccureddu entrò in campo da titolare al suo posto quel giorno, giovane e ancora inesperto, ma non ne uscì più”.

Non ebbe la stessa fortuna Morelli: “Ho ricordi belli e brutti di Sassari– ricorda – perché giocai solo 4 partite in serie C con la Torres. Forse il mister non mi vedeva, non so, non ho mai capito perché fui messo da parte”.

L’anno successivo si aprirono le porte della Tharros e finì così l’avventura di Morelli a Sassari, tornato di recente a visitare il palcoscenico di avventure calcistiche di oltre 50 anni fa.

Il torneo De Martino (dal ‘66 intitolato a Dante Berretti dopo la morte del dirigente sportivo avvenuta l’anno prima)  era un’occasione per i migliori giovani del vivaio per farsi conoscere,  mettersi in mostra e magari giocare fianco a fianco con qualche più famoso compagno della prima squadra che, reduce da infortunio o riserva, necessitava di mettere benzina nelle gambe.

Oppure per “punizione” come ricorda un altro ex della De Martino – Berretti rossoblù, Gianmario Sircana (terzo da sinistra in piedi), che giocò nella Torres 68/69, sempre allenata da mister Vanni Sanna, e divenne negli anni successivi bandiera del Sennori: “Eravamo un bel gruppo che si allenava spesso con la prima squadra.  Un giorno mi trovai a marcare Iseppon, uno dei più forti con cui ho avuto modo di giocare, e mi ricordo ancora la gomitata che in un giovedì di allenamento mi diede in un contrasto. Un giorno all’Acquedotto – ricorda ––  ad allenarsi insieme con noi ragazzi venne Ezio Vendrame, che era un grande della prima squadra. Lo avevano spedito da noi per punizione, ci dissero, ma non so cosa aveva fatto per meritarselo”.

Torres De Martino / Berretti – stagione 68/69

Torres prima squadra / anno 1968.

 

Gli eccessivi costi di gestione portarono alla soppressione del torneo che vide la sua ultima edizione nella stagione 1970-71. Dopo un anno di transizione nella stagione 1972-73 viene disputato un nuovo torneo, denominato Campionato Riserve, e dalla stagione successiva una nuova competizione, il Campionato Under 23, che restò in vita fino alla stagione 1975-76.

L’epopea del campionato “De Martino” per le formazioni di serie C era già conclusa.

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