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Stadio

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Lo Stadio Acquedotto, da sempre teatro delle vicende della compagine sassarese, è così chiamato in quanto si trova posizionato proprio sopra l’acquedotto cittadino, nella zona tra i quartieri Carbonazzi e Luna e Sole, un tempo di aperta campagna e oggi caratterizzata dal Quadrato di Piazzale Segni. L’impianto venne inaugurato il 27 maggio 1922 (il 31 maggio, secondo altre fonti) alla presenza del Principe ereditario Umberto di Savoia, anche se non è dato sapere se l’evento sia avvenuto in occasione di una manifestazione sportiva. Sensibilmente ristrutturato nel 1935, già nel 1932, quando la Torres partecipò al campionato di I Divisione (l’attuale Serie C) il terreno dell’Acquedotto ospitò compagini già affermate come il Perugia, il Grosseto, il Foggia, l’Arezzo ed il Foligno.  Dopo l’interruzione dell’attività agonistica dovuta agli eventi bellici, lo Stadio Acquedotto riaprì le porte al calcio giocato soltanto a metà ottobre del 1944.  Nel 1950 il finanziamento di cinque milioni a fondo perduto per la costruzione di nuove tribune e di un nuovo impianto di drenaggio consentirono alla Torres di ultimare i lavori di ristrutturazione dello stadio e del campo. La pista d’atletica e le nuove tribune furono tuttavia completate solo nel 1953.  La Torres possedette il vecchio Acquedotto fino alla stagione 1972-73 quando dovette cederlo per far fronte a diversi problemi finanziari. Negli anni ottanta furono effettuati i maggiori lavori di ammodernamento ed ampliamento degli spalti dello Stadio Acquedotto, resisi necessari per far fronte all’innegabile stato di degrado in cui versava l’impianto. La tribuna coperta, posizionata di fronte alla Palestra del CONI e al Centro Tennis Torres, venne costruita tra il 1983 ed il 1984 e fu ampliata una decina di anni più tardi. Sempre nei primi anni Ottanta avvenne il rialzamento del settore di Gradinata che unisce al centro le due semicurve, le quali seguono il profilo della pista di atletica (in cemento e da tempo inutilizzata) interrompendosi sull’altro lato senza unirsi alla Tribuna. Negli anni Novanta fu introdotto il nuovo sistema di illuminazione, adesso omologato per incontri internazionali, che rimpiazzò il vecchio impianto danneggiato ed obsoleto.  Ulteriori lavori riguardarono successivamente l’adeguamento alle norme per la sicurezza, in particolare le nuove recinzioni e l’ingresso dal piazzale per la tifoseria ospite, oltre alla predisposizione dell’impianto di telecamere a circuito chiuso. Nel 2001 lo stadio sassarese è stato intitolato alla memoria di Vanni Sanna, ex giocatore, tecnico e dirigente rossoblu. Il 25 aprile 2004, in occasione della gara interna con il Padova, fu aperta la nuova Curva Nord, sede del tifo isolano, sensibilmente ampliata con l’aggiunta di alcuni gradoni nella parte superiore e non più digradante. La Curva Sud è rimasta invece immutata e raramente viene riempita la parte riservata alle tifoserie ospiti. Lo Stadio Vanni Sanna ha oggi una capienza di circa 10.000 spettatori a sedere, sebbene in passato la stessa sia stata a lungo fissata più in alto e in verità, in occasione del derby con il Cagliari della stagione 1987-88, le presenze all’Acquedotto furono circa 14.000, con il pubblico in parte accolto su alcune strutture temporanee in tubi metallici.  Nell’estate 2013, nell’area davanti agli spogliatoi, per creare uno spazio di manovra per gli autobus delle squadre furono rimosse le quattro palme (fortunatamente ripiantate altrove) e la sottostante storica lapide commemorativa posata nel 1922 alla presenza del principe Umberto. Nell’occasione furono anche svolti diversi lavori di ristrutturazione in tutti i settori del Sanna per ridurre la capienza dell’impianto ed evitare così le restrizioni imposte dalla federazione. 
La capienza è stata ridotta sotto i 4000, di cui 500 destinati agli ospiti in Curva Sud (ingresso via Casu). Gli altri settori sono la Tribuna coperta e la Curva Nord (ingressi di via Romita) mentre è attualmente chiusa la Gradinata.  La struttura ospita le partite casalinghe della Torres, compagine maschile, e della Torres femminile nelle gare di Champions League. 
(Notizie liberamente tratte da “Stadi d’Italia” di Sandro Solinas, Goolbooking Editore 2012)